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AWS o Microsoft Azure: come scegliere il cloud giusto per la tua azienda

3 agosto 2026 di
AWS o Microsoft Azure: come scegliere il cloud giusto per la tua azienda
Digital Lab srl, Giovanni Perteghella

AWS o Microsoft Azure: come scegliere il cloud giusto per la tua azienda

La scelta del provider cloud è una delle decisioni infrastrutturali più rilevanti per un'azienda moderna. AWS e Microsoft Azure sono oggi i due leader del mercato e offrono entrambi un catalogo di servizi molto ampio, in grado di coprire calcolo, storage, reti, database, intelligenza artificiale e strumenti di sicurezza. La domanda "quale cloud scegliere" però non ha una risposta unica: dipende dal punto di partenza dell'organizzazione, dalle competenze disponibili, dai carichi di lavoro da migrare e dalle priorità strategiche.

In questo articolo analizziamo i criteri che contano davvero nel confronto tra AWS e Azure, per aiutare aziende e professionisti a prendere una decisione consapevole.

1. Non è una gara di feature: è una questione di contesto

Confrontare i due provider a livello di catalogo è poco utile: entrambi dispongono di decine di servizi equivalenti per la maggior parte dei casi d'uso. Una macchina virtuale su AWS si chiama EC2, su Azure si chiama Virtual Machine; entrambi offrono object storage (S3 e Blob Storage), servizi di identità (IAM e Entra ID), database gestiti e piattaforme Kubernetes.

Ciò che cambia è il contesto in cui l'azienda opera. Le domande da porsi sono:

  • Da quale infrastruttura partiamo? Un'azienda già basata su Windows Server, Active Directory e Microsoft 365 trova più naturale Azure. Un'azienda che parte da zero o ha uno stack prevalentemente open source può valutare AWS con lo stesso peso.
  • Quali competenze abbiamo internamente? La curva di apprendimento e la capacità di gestione quotidiana dipendono dal team che dovrà operare sul cloud.
  • Quali applicazioni dobbiamo migrare o sviluppare? Alcuni servizi sono più maturi su un provider rispetto all'altro.

La scelta del cloud dovrebbe quindi nascere da un'analisi dei carichi di lavoro e delle competenze, non dal confronto delle brochure.

2. Il modello di responsabilità condivisa

Qualunque sia il provider, la sicurezza in cloud si basa sul principio della responsabilità condivisa. Il provider protegge l'infrastruttura fisica, l'hypervisor, la rete e i servizi gestiti; il cliente è responsabile di identità, accessi, configurazioni, dati e applicazioni.

Questo modello ha due conseguenze pratiche. La prima: la sicurezza del cloud non è mai garantita automaticamente, ma dipende dalle configurazioni. La seconda: le competenze di identity and access management sono il fondamento di qualunque ambiente cloud, indipendentemente dal provider scelto.

Per chi opera nella cybersecurity, comprendere come funziona il controllo degli accessi su ciascuna piattaforma è una competenza trasversale di grande valore. Le differenze tra IAM di AWS e i ruoli di Azure non sono banali e meritano una formazione dedicata.

3. Quando scegliere AWS

AWS è la piattaforma con il catalogo più ampio e, storicamente, la maggiore maturità in alcune aree tecniche. È una scelta frequente per startup e organizzazioni che partono da zero, per progetti data-heavy, per architetture che utilizzano intensamente il machine learning e per team con una cultura prevalentemente open source.

I punti di forza di AWS includono la profondità dei servizi di analisi dei dati, la disponibilità di strumenti di serverless molto maturi (Lambda), e una documentazione estesa con framework di riferimento come l'AWS Well-Architected Framework, che guida la progettazione di sistemi affidabili, sicuri, efficienti e sostenibili.

La scelta di AWS è quindi indicata quando l'organizzazione vuole massimizzare la flessibilità e ha (o intende sviluppare) competenze cloud-native con un approccio tecnologico.

4. Quando scegliere Microsoft Azure

Azure è la scelta naturale per le organizzazioni con una forte presenza Microsoft: ambienti Windows Server, Active Directory locale, Microsoft 365, applicazioni basate su .NET. Il vantaggio principale è l'integrazione: Entra ID (già Azure Active Directory) funge da ponte tra l'identità aziendale locale e i servizi cloud, semplificando l'estensione di identità, accesso condizionale e compliance.

Per gli ambienti enterprise, dove identità, infrastruttura, applicazioni e strumenti di sicurezza sono strettamente integrati, Azure offre una continuità che riduce l'attrito della migrazione.

Azure è inoltre molto utilizzato in Italia e in Europa, con data center regionali e un forte focus sulla conformità, fattore rilevante per le aziende che operano in settori regolamentati.

5. Cloud ibrido e multi-cloud: la scelta non deve essere esclusiva

Molte organizzazioni adottano in realtà un approccio ibrido o multi-cloud. Il cloud ibrido combina infrastruttura on-premise e cloud, sfruttando soluzioni come Azure Arc o il modello ibrido di AWS per estendere la gestione agli ambienti locali.

Il multi-cloud, invece, prevede l'uso contemporaneo di più provider, per motivi di ridondanza, di ottimizzazione dei costi o di utilizzo del servizio migliore per ciascun caso d'uso.

La scelta non è quindi necessariamente "AWS oppure Azure": può essere "AWS e Azure", con strategie di governance, gestione delle identità e osservabilità che attraversano entrambe le piattaforme. Questo rende ancora più importante la formazione su entrambi gli ecosistemi.

6. Competenze e formazione: il fattore che determina il successo

Il fattore che più spesso determina il successo o il fallimento di una migrazione cloud non è la tecnologia, ma la disponibilità di persone preparate. Un'architettura ben progettata su AWS può essere gestita male da un team senza competenze; un ambiente Azure con una governance di identità debole può esporre l'azienda a rischi seri.

Per questo motivo la scelta del provider dovrebbe includere anche un piano di sviluppo delle competenze: chi amministrerà il cloud, chi lo proteggerà, chi progetterà le architetture e chi gestirà i costi.

La formazione su AWS e Microsoft Azure consente di costruire queste competenze in modo strutturato, attraverso corsi ufficiali con materiali aggiornati e laboratori pratici.

7. Costi: stimare, monitorare, ottimizzare

Entrambi i provider offrono modelli di pricing complessi e strumenti per il monitoraggio dei costi (AWS Cost Explorer, Azure Cost Management). Il rischio più comune è il costo fuori controllo dovuto a risorse sottoutilizzate o dimenticate.

Le buone pratiche comuni includono l'uso di tag per attribuire i costi ai progetti, la definizione di budget e alert, l'ottimizzazione delle dimensioni delle risorse e l'uso di istanze riservate o piani di risparmio per i carichi di lavoro stabili.

La disciplina dei costi è una competenza trasversale: conoscerla su entrambe le piattaforme permette di proporre architetture efficienti indipendentemente dal provider.

8. Come valutare in pratica

Per prendere una decisione, il percorso consigliato è il seguente:

  1. Inventariare i carichi di lavoro esistenti e i requisiti (compliance, latenza, integrazioni).
  2. Valutare il punto di partenza tecnologico dell'organizzazione (stack Windows vs open source).
  3. Stimare le competenze disponibili e il costo di sviluppo delle competenze mancanti.
  4. Fare un proof of concept su entrambe le piattaforme con un caso d'uso rappresentativo.
  5. Considerare l'approccio ibrido o multi-cloud come alternativa alla scelta esclusiva.

Conclusione

AWS e Microsoft Azure sono entrambe piattaforme mature e capaci. La scelta non dipende da quale sia "migliore in assoluto", ma da quale si allinea meglio al contesto aziendale: punto di partenza, competenze, carichi di lavoro e priorità strategiche.

Per le organizzazioni che partono da un ecosistema Microsoft, Azure offre continuità e integrazione. Per quelle che cercano flessibilità massima e maturità in aree specifiche, AWS è un riferimento. In molti casi, la soluzione più efficace è un approccio ibrido o multi-cloud governato con competenze adeguate.

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